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Il 21 novembre approderà in edicola il primo numero di una nuova mini-serie bonelliana. Certo, parlare di mini serie per una collana di diciotto albi semestrali fa un po’ sorridere, dato che ci accompagnerà, se tutto va bene, per i prossimi nove anni… in ogni caso, le questioni di tempo non sono un problema per la protagonista, Lilith, dato che il suo autore, Luca Enoch, ha deciso di dotarla della capacità di spostarsi attraverso le ere: dal distante futuro fino al remotissimo passato! Approfittando di una visita in redazione, abbiamo costretto Enoch a sottoporsi al fuoco di fila delle nostre domande, per regalare ai lettori della sezione Comics News un esclusivo sguardo dietro le quinte di questa nuova collana, anche attraverso gli schizzi preparatori che pubblichiamo in questa stessa pagina.
Come nasce Lilith, sia la serie che la protagonista e il suo nome? È stata lunga la fase di progettazione?
Più che lunga, non è ancora finita. Qui non si tratta di “costruirsi il nido” una volta per tutte e poi ambientarci comodamente le avventure. Ogni episodio sarà collocato in un contesto storico differente e questo comporta una dettagliata documentazione e una continua ricerca di immagini. Come a dire che me la sono cercata…
Lilith è il demone femminile della religione mesopotamica associato alla tempesta, ritenuto portatore di disgrazia, malattia e morte e deriva da Ishtar, la dea della Luna. Secondo la tradizione cabalistica, Lilith è la prima compagna di Adamo, precedente ad Eva, che non accetta la superiorità del maschio e si accoppia con i demoni, lasciando il povero Adamo con un palmo di naso. Nell'immaginario popolare ebraico è temuta come demone notturno, pericolosa per i bambini di sesso maschile e dotata degli aspetti negativi della femminilità: adulterio, stregoneria e lussuria. Quindi non una personcina ammodo… Mi sembrava che il nome calzasse a pennello per questo personaggio: una assassina mandata indietro nel tempo a uccidere persone inconsapevoli.
Ancora una volta, come nelle ultime collane da te create (Sprayliz e Gea), i riflettori sono puntati su un personaggio femminile. Pensi che l'"altra metà del cielo" abbia una marcia in più, in termini fumettistici e avventurosi?
Di sicuro è più interessante da definire, proprio perché “altra” rispetto a me, vero maschio tutto di un pezzo! Diceva Umberto Eco che i fumettisti disegnano se stessi nei loro racconti, riferendosi a Hugo Pratt e al suo Corto Maltese. Io penso che ci siano autori che si identificano con il proprio personaggio e altri che invece preferiscono creare qualcosa che si distacchi il più possibile da se stessi e dalla propria personalità. Affrontando personaggi femminili inoltre mi illudo di conoscere l’universo femminile e questo fa un sacco bene al mio ego virile.
Ci dicevi che ogni albo avrà un'ambientazione storica differente. Dato il tuo approccio realistico (senza per forza risultare didattico), quali sono le difficoltà di strutturare una serie focalizzata sul viaggio nel tempo?
Non ne voglio parlare perché altrimenti mi prende un attacco d’ansia (ormai sono vicino alla mezz’età e sono cose pericolose…).
Nelle prime avventure metterai già tutte le carte in tavola e il meccanismo narrativo sarà da subito chiaro o sul personaggio, il suo mondo, la sua missione rimarrà molto da scoprire?
L’idea è rendere chiaro subito quale sia la sua missione e quali i modi con cui lei dovrebbe portarla a termine. Penso che tra il primo e secondo episodio sarà tutto ben esplicitato nella narrazione. Quello che rimarrà avvolto nel mistero è la natura dei suoi “nemici”: sono davvero cattivi cattivi o hanno anche loro qualche ragione? Del resto è un tema che ho affrontato in maniera decisa anche in “Gea”. Lilith stessa dovrà sviluppare un’etica peculiare per reggere il peso delle sue azioni; far fuori una carogna non solleva grandi ostacoli morali, ma quando la vittima è una persona qualunque, magari un brav’uomo, allora sorgono i veri problemi. Inoltre, la sua è una missione con lieto fine e ritorno a casa o una drammatica missione suicida? Questi sono i temi che mi riservo di sviluppare pian piano.
Ci saranno dei personaggi ricorrenti o la nostra protagonista sarà un'eroina solitaria?
Per forza di cosa Lyca (lei adotterà il nome “Lilith” solo a metà del secondo albo) viaggerà da sola. Non esisteranno comprimari ricorrenti come il Pesante in “Gea” (anche se Thorwald e Bluto faranno una comparsa in una delle avventure). Unici compagni della protagonista saranno lo Scuro, il felino-cagnone nero che è la sua guida e la sua scorta, e i “Cardi,”i nemici che la rincorrono lungo lo spazio-tempo per impedire che realizzi la sua missione.
A che pubblico pensi di rivolgerti? I lettori di Gea credi riusciranno ad appassionarsi alla struttura altrettanto ricca e complessa di Lilith?
Più che altro ci spero. Lilith sarà indubbiamente un personaggio meno spensierato di Sprayliz e meno spumeggiante di Gea. Tutta l’impostazione della serie porta a una caratterizzazione drammatica, con brevi sprazzi umoristici, ma non so prevedere esattamente dove mi porterà l’evoluzione del personaggio.
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