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1.
Locandina di presentazione del cartone animato.
2. Il
giovane Martin nella versione animata della Marathon.
3.
Billy, l'assistente extraterrestre di M.O.M., la direttrice del mysterioso
Centro che fa le veci di Altrove.
4.
Tutti insieme appassionatamente...
5.
M.O.M., l'affascinante direttrice del Centro, alla plancia di comando.
6. Una
versione, poi eliminata, di un Martin lievemente più "fedele" all'originale cartaceo.
7.
Una pagina dello “Style Book” di “Martin Mystery”, con le indicazioni per il
licensing.
8. Un primo passo verso il ringiovanimento del personaggio per il cartoon.
9-10.
“Model Sheet” della “Torrington Academy”, dove studiano i giovani Martin,
Diana e Java e uno delle molte centinaia di studi con i personaggi
definitivi.
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Qualcosa di mysterioso è accaduto a Martin Mystère, Java e Diana,
interpreti di “It Came from the Bog”, primo dei quaranta episodi di una
serie di disegni animati presentato alla Comiconvention di Milano. I tre
protagonisti del fumetto pubblicato fin dal 1982 da Sergio Bonelli Editore
sono infatti improvvisamente ringiovaniti, e si ritrovano compagni di
studi in un college; Martin è particolarmente scatenato e Java, qualche
volta, emette suoni simili a parole. “La decisione di ringiovanirli è
stata presa dalla Marathon, la casa di produzione parigina che realizza la
serie, e io l’ho condivisa in pieno”, spiega Alfredo Castelli, l’ideatore
del Martin Mystère fumettistico.

“È ovvio che, come tutti gli autori, avrei voluto
vedere sullo schermo esattamente il personaggio che porto avanti da più
di vent’anni, ma è altrettanto ovvio che fumetto e disegno animato sono
mezzi profondamente diversi, destinati a target diversi. Il riflessivo
Martin è un personaggio poco adatto a un cartone, che necessita di grande
movimento. Tentare di adattarlo così com’è ai ritmi dell’animazione – come
la Marathon provò a fare nei primissimi progetti della serie –
significherebbe, di fatto, stravolgerlo, ottenendo il classico effetto “né
carne, né pesce” e deludendo tutti. Meglio un prodotto diverso – non
carne né pesce, ma frutta, se volete – realizzato tenendo in mente le
caratteristiche base del fumetto e soprattutto pensato in funzione del
disegno animato”.

È per questo che è stata adottata la scelta
stilistica “alla giapponese”? “Sì”, continua Castelli. Per recuperare le
spese di produzione (i quaranta episodi costeranno circa dodici milioni di
euro) è necessario che la serie sia venduta un po’ ovunque, e che quindi
adotti uno stile apprezzabile dal maggior numero possibile di spettatori;
in questo momento, lo stile che “funziona” a livello globale è appunto
quello determinato dal grande successo dei prodotti del Sol Levante. Non
copiato pedissequamente, ma con un’animazione molto ricca, di rado
presente nelle serie televisive. Credo che “Martin Mystery” abbia i numeri
per piacere al pubblico internazionale; chi non ha mai sentito parlare del BVZM – ovvero il 99% o giù di lì dei potenziali spettatori – scoprirà a un
“nuovo” protagonista di cartoni, pensato e realizzato con grande cura”.
E
i lettori del fumetto? Come la prenderanno? “Ci sono personaggi come
Buffalo Bill o Garibaldi che, in vita, si divertivano leggendo le ‘loro’
avventure immaginate da scrittori fantasiosi. Dopotutto, è un onore che
non capita a molti, e sono sicuro che anche Martin Mystère e i suoi fedeli
amici si divertiranno con questa ‘realtà alternativa’”.

MARTIN MYSTERY - Created and produced by Vincent Chalvon and David Michel,
based on the comic book by Alfredo Castelli - Director and Art Director
Stephane Berry - 40 Half-Hour episodes.
© 2003 Marathon Animation - M6 - Rai - Canal J - Mystery Animation Inc. -
Based on the comic book “Martin Mystère”.
L'albo Martin Mystère è copyright ©SBE.
Per gentile concessione.
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