 | CORTO VA AL CINEMA! |
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 | | | | |   | | Che il più vagabondo e cosmopolita dei nostri eroi di carta fosse protagonista di un film francese, incluso tra i titoli in concorso a un festival svizzero, non è cosa che debba stupire più di tanto. Soprattutto se si pensa che Corto Maltese, il disincantato marinaio nato dalla penna di quello straordinario cantore dell'Avventura che rispondeva al nome di Hugo Pratt, è nato in una città che è stata, in passato, frontiera e porta per mille mondi sconosciuti, temibili e fiabeschi a un tempo. Questa città è Venezia, varco per l'Oriente e punto d'origine di tutte le rotte possibili, non ultime quelle dell'Immaginazione. Il Festival di Locarno, diretto da Irene Bignardi, è apparso perciò come la sede più naturale per il varo cinematografico del lungometraggio a disegni animati che racconta le imprese di Corto, dato il suo carattere cosmopolita e attento a tutte quelle realtà di solito ignorate dai circuiti distributivi di massa. "Corto Maltese - La corte segreta degli arcani" (tratto da "Corte Sconta detta Arcana"), costato cinque anni di lavoro puntiglioso svolto nel pieno rispetto del segno grafico di Pratt, pur con tutte le necessità di adattamento all'animazione, ha debuttato a Locarno il 6 agosto e approderà nelle sale il 25 settembre. Il film nasce da un progetto a lungo inseguito, cui il regista Pascal Morelli, egli stesso disegnatore, sceneggiatore e produttore di cartoni animati, è giunto a circa trent'anni di distanza dal suo primo incontro con il celeberrimo marinaio, avvenuto quando, appena dodicenne, si trovò alle prese con un indimenticabile racconto della saga fumettistica di Corto Maltese, "Concerto in O minore per arpa e nitroglicerina". "Pratt mi aveva socchiuso la porta di un mondo confuso e contraddittorio, ma affascinante: il mondo degli adulti". Con queste parole Pascal Morelli interpreta oggi il senso delle sue perplessità di giovane lettore che affronta le atmosfere e le tematiche del Maestro di Malamocco, e che forse racchiudono la ragione segreta, l'impulso primario che ha condotto alla realizzazione di una pellicola che pare avere tutte le carte in regola per soddisfare appieno il desiderio di Hugo Pratt, scomparso nel 1995, che, dopo aver ascoltato il regista illustrare il suo progetto, gli chiese soltanto di "fare le cose in grande".
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