A SPASSO PER I NAVIGLI



Passeggiando sulla Darsena dei Navigli di Milano, quest’estate potrebbe capitarvi di incontrare due volti conosciutissimi del panorama bonelliano: Dylan Dog e Martin Mystère. I personaggi creati da Tiziano Sclavi e Alfredo Castelli sono, infatti, i testimonial eccellenti di una campagna di sensibilizzazione all’uso dei mezzi pubblici nell’area milanese dei Navigli, promossa dal Comune di Milano, dal Consiglio di Zona 6 e dal Coordinamento dell'Osservatorio Navigli del Consiglio di Zona, in collaborazione con Atm e Sergio Bonelli Editore. "L'iniziativa”, afferma il Coordinatore dell'Osservatorio Navigli Paolo Uniti, “è stata elaborata sulla spinta delle risposte pervenute da parte dei residenti di quella zona di Milano. I residenti non sono contrari in senso assoluto all'isola estiva sui Navigli, ma certamente lamentano forti disagi dovuti alla massiccia affluenza di clienti nei locali della zona. I disagi sono anche quelli della cronica assenza di parcheggi, che porta a una sorta di sosta selvaggia in tutte le vie adiacenti la manifestazione estiva. Ingaggiare due personaggi di successo come Martin Mystère e Dylan Dog vuole rappresentare un modo simpatico di dialogare anche con quella fascia più giovane che si reca sulle nostre sponde. Non bisogna dimenticare che i Navigli sono raggiungibili da qualsiasi mezzo At o della Metropolitana e, per altro, i Navigli sono serviti anche dal servizio notturno del Radio Bus. Sono certo che l'invito dei due ‘investigatori’ farà riflettere, è questo è già un primo risultato”. La campagna è da poco partita con la prima fase di affissioni dei manifesti, delle locandine e dei cartelli nelle sedi dei Consigli di Zona, Cts, Cag, Anagrafe, nelle farmacie e sui mezzi di superficie e metropolitane Atm. E’ prevista la diffusione di quattroila annunci e l’utilizzo di due diversi manifesti che ci propongono un inedito incontro milanese fra Martin Mystère e Dylan Dog. La speranza dei promotori è che, con il tempo, il parcheggio in zona Navigli non sia più “un incubo!”.