IL DIZIONARIO DELL'UOMO CHE RACCONTAVA STORIE

 

 

 

 

 











 

 


























































Il dizionario dell'uomo che raccontava storie
a cura di Alfredo Castelli

Vi ricordate del racconto umoristico di Mark Twain intitolato "La famosa rana saltatrice della contea di Calaveras"? Ebbene, se la sua versione ufficiale ne celasse un'altra, occultata dall'autore perché assai più inquietante e rivelatrice di un mostruoso complotto interplanetario, avreste ancora voglia di ridere? Ci permettiamo di dubitarne; e per provarvelo, vi invitiamo a seguire gli agenti della base di Altrove, quella del Diciannovesimo secolo, sulle tracce delle orribili rane giganti dalla bocca dentata che stanno seminando il panico nella regione degli Appalachi! Tracce che potrete ritrovare nel quarto albo della serie "Storie di Altrove", sceneggiato da Alfredo Castelli e affidato ai disegni di Dante Erasmo Spada.
Eccovi, a mo' di dizionario, un elenco illustrato dei personaggi, dei fatti e delle cose notevoli che compaiono nel racconto a fumetti sopracitato. Leggetelo possibilmente solo dopo aver letto la storia: le notizie che vi compaiono anticipano infatti alcuni colpi di scena, e potrebbero guastarvi la sorpresa. I numeri di pagina che troverete segnalati fanno riferimento a quelli della sequenza dell'albo.


AMERICAN GOTHIC.
Mark Twain commenta che la coppia incontrata dopo la sua caduta nel Colorado (pag.78), sarebbe stata un ottimo soggetto per un quadro. E, in effetti, molti anni dopo, Grant Wood ritrasse due personaggi molto simili in American Gothic (1930), uno dei più famosi dipinti americani.

DISEGNATORI REPORTER. Nella sequenza a pagina 46, un disegnatore e un fotografo fissano alcune immagini che poi verranno riprodotte sul New York Herald, quotidiano che, fin dal 1847, ospitava ogni domenica un inserto illustrato. Ai tempi di Mark Twain era tecnicamente impossibile riprodurre le fotografie; nacque così la figura del "disegnatore reporter"; come si fa oggi con i fotografi, essi venivano inviati dal giornale a schizzare immagini di vario genere, le quali erano poi spedite in redazione. Qui un artigiano copiava i disegni su blocchi di legno perfettamente lisciati, che venivano incisi fino a divenire una sorta di timbro, inseriti tra le colonne di testo e stampati. A pagina 45 sono citati l'illustratore satirico (Thomas) Nast e il "disegnatore reporter" (Alfred R.) Ward, specializzato in servizi sulla Guerra Civile.

ESTRATTINA. A pagina 165 il Dottor Pemberton di Altrove regala a un parente di Atlanta la formula di un liquido che contiene estratti di foglia di coca e noce di cola. Dell'"estrattina" - come fu battezzata la bevanda - nessuno ha mai sentito parlare, ma proprio ad Atlanta un certo Dottor John Stith Pemberton (la stessa persona, o un omonimo più abile nel creare nomi accattivanti?) brevettò nel maggio 1886 una bibita "Deliziosa e rinfrescante" che chiamò "Coca Cola".Come è noto, essa ebbe decisamente migliore fortuna.

FRASI CELEBRI. Disseminate qua e là nel racconto, troverete alcune battute tratte dal vastissimo repertorio di "frasi celebri" di Mark Twain: "La notizia della mia morte è stata grandemente esagerata" (pag. 82), che lo scrittore diffuse alla stampa dopo che era stato erroneamente pubblicato il suo necrologio, "l'acqua, bevuta moderatamente, non è nociva" (pag. 165) e molte altre che qualche lettore riuscirà a identificare. Eccovene alcune aggiuntive:
o Essere buoni è nobile; insegnare agli altri a essere buoni è ancora più nobile - e costa meno fatica.
o È meglio tenere la bocca chiusa e passare per stupidi, che aprire la bocca ed eliminare ogni possibile dubbio.
o Disapprovo i duelli; li considero barbari e pericolosi. Se un uomo mi sfidasse, io andrei da lui, lo prenderei gentilmente per mano, lo condurrei in luogo appartato e lo ucciderei approfittando della sorpresa.
o Sii gentile con i tuoi nemici: li spaventerai a morte.

GERHARDT, KARL. Karl Gerhardt (1853 - 1940) l'autore del busto di Mark Twain e Ulysses Grant presentato a pagina 165 è esistito veramente, e Mark Twain fu per lui una sorta di mecenate. Ritrasse davvero entrambi i personaggi, anche se lo fece in momenti separati e (licenza poetica) qualche anno dopo la conclusione della vicenda narrata in quest'albo.






GRANT, ULYSSES. Ulysses Grant (1822 - 1885) compare in numerose pagine del racconto; fu uno dei più abili generali nordisti durante la Guerra Civile, venne nominato Segretario della Guerra (la carica con cui lo incontriamo ad Altrove) nel 1867 e diventò il diciottesimo Presidente degli Stati Uniti nel 1868; la sua biografia compare in qualunque enciclopedia. Per quanto riguarda la nostra storia, è vero che veniva accusato di alzare un po' il gomito (pag.13) e che conosceva Mark Twain, di cui divenne grande amico nei suoi ultimi anni di vita.

GUERRA DI SECESSIONE. La battaglia di Glorieta Pass (pag. 49) è realmente avvenuta, e fu una delle pochissime combattute nell'Ovest degli Stati Uniti: il grosso dei combattimenti si svolse infatti negli stati a sud-est del paese. Nel 1861 Mark Twain militò come volontario sotto la bandiera dei Confederati (i Sudisti); raccontò questa peraltro brevissima esperienza in The Private History of a Campaign Which Failed (1892). La sua scelta di allearsi con i sostenitori dello schiavismo può sembrare contraddittoria, così come può sembrare contraddittorio il fatto che lo scrittore fosse schierato con il partito repubblicano, tendenzialmente conservatore, anziché con quello democratico (pag. 153): Mark Twain era infatti un uomo di tendenze liberali; detestava ogni forma di imperialismo (pag. 153) e si batté contro l'intervento degli Stati Uniti nella guerra con la Spagna del 1898. In realtà, anche se la Guerra Civile (1861 -1865) viene semplicisticamente descritta come un conflitto tra schiavisti e abolizionisti, la questione degli schiavi era poco più che marginale: le ostilità nacquero per una serie di ragioni estremamente variegate, in cui prevalevano fattori di carattere politico-economico. Le differenze tra "repubblicani" e "democratici", per altro labili ancor oggi, erano allora ancora più impercettibili: certe correnti democratiche erano molto più conservatrici di altre correnti repubblicane; il già citato intervento americano contro la Spagna, per esempio, fu fortemente sostenuto dalla stampa democratica e non da quella repubblicana come verrebbe logico pensare.

HOAX. Hoax è un termine che può essere tradotto come "messa in scena", "imbroglio", "falso". I giornali dell'epoca di Mark Twain ne pubblicavano spudoratamente, secondo la massima "Meglio una notizia inventata che nessuna notizia", e l'inventore di Tom Sawyer ne scrisse parecchi (due di essi sono stati rielaborati a partire da pag. 5 e da pag. 15). Gli "Hoaxes" non erano praticati solamente dalle testate di provincia: nel 1844 Edgar Allan Poe scrisse per il prestigioso New York Sun di Benjamin Day il resoconto di un finto volo transoceanico in pallone compiuto da un certo Monck Mason; nell'agosto 1835 lo stesso quotidiano aveva raccontato in una serie di articoli "ripresi dall'Edinburgh Journal of Science (che non esisteva) la vita dei Seleniti, avvistati con un potente telescopio dall'astronomo (vero) Sir John Herschel (pag.97). Quella che apre il nostro albo non è l'unica vicenda di uomini preistorici pietrificati narrata da Mark Twain: nel racconto The Ghost (1901) si ispirò a un altro famoso "Hoax", quello del Gigante di Cardiff, una figura umana rozzamente scolpita nella pietra ed esibita in mostre itineranti come se si fosse trattato di un vero fossile umano. L'impresario Phineas T. Barnum, citato a pagina 97, cercò invano di acquistare il Gigante per il suo circo; non ci riuscì, e senza farsi troppi scrupoli ne fece scolpire una copia (il falso di un falso!) e la spacciò per l'originale. Dopotutto il suo motto era "Ogni minuto nasce un pollo da spennare". A proposito di scherzi: quello "della candela" (pag. 68) riusciva davvero a fare imbestialire Mark Twain quando lavorava al Virginia City Territorial Enterprise. Steve Gillis e il Reverendo Rising sono esistiti realmente; per esigenze narrative, ci siamo presi la libertà di ambientare la sequenza in un'immaginaria trasferta dei giornalisti da Virginia City a Yuma.

INVENZIONI. Non sappiamo se, come racconta la nostra storia, Mark Twain sia riuscito davvero a vendere ad Altrove 30.000 copie del suo "raccoglitore autoadesivo" (pag. 151), ma in ogni caso lo scrittore americano lo inventò veramente: si trattava di un album in cui conservare ritagli di giornale, cartoline e altro materiale cartaceo (all'epoca questo tipo di raccolta andava molto di moda) nelle cui pagine erano già predisposte strisce di carta gommata che, inumidite, trattenevano i "pezzi". Il brevetto risale al 1872, e cioè a qualche anno dopo la vicenda narrata nell'albo: evidentemente la vendita ad Altrove avvenne in anteprima; lo "scrapbook" rese al suo inventore ben 50.000 dollari, e fu, paradossalmente, il più redditizio dei suoi libri (da tutti gli altri insieme ricavò 200.000 dollari). Meno fortunato si rivelò il brevetto per gli "abiti regolabili", una serie di tiranti nascosti nelle fodere che permetteva di adattare i vestiti alle diverse taglie (1871). Il più ambizioso progetto di Mark Twain coincise con il suo più clamoroso fallimento: verso il 1880 si interessò a un innovativo apparecchio per la composizione dei testi tipografici analogo alla linotype, la "Page Typesetting Machine" (pag. 166). Vi investì più di 100.000 dollari - una cifra spaventosa per quei tempi - ma la macchina non ebbe successo. Nel 1894 la società fallì; siccome la bancarotta non era fraudolenta, Mark Twain avrebbe potuto cavarsela senza pagare i creditori, ma, da uomo onesto qual era, iniziò un lungo giro di conferenze, poi raccolte in Following the Equator (1897), e con il ricavato saldò tutti i suoi debiti. Lo scrittore amava la tecnologia, ed era amico del famoso scienziato Nikola Tesla di cui ci siamo spesso occupati. Nella sua autobiografia afferma di essere stato la prima persona al mondo a adottare il telefono in una residenza privata e a utilizzare la macchina per scrivere per redigere un'opera letteraria, Le avventure di Tom Sawyer (1875). Ma in molte circostanze la penna gli sembrava più pratica: per questo, nelle ultime pagine della nostra storia, lo vediamo scrivere a mano con una "Smith Brothers" appoggiata sulla scrivania.


"MARK TWAIN". A pagina 21, Mark Twain invita il suo interlocutore a non chiamarlo né Mark nè Twain, ma "Mark Twain" per esteso. Lo scrittore considerava infatti quello pseudonimo (l'origine è narrata a pag. 18) come una sorta di "marchio di fabbrica" non modificabile. In un processo del 1880, la corte di Chicago stabilì tuttavia che il nome di un privato non poteva essere un "trademark", e quindi, contrariamente a quanto l'autore riteneva, non era soggetto a certe speciali garanzie che riguardano i marchi registrati.
PROTOTIPO X. Il misterioso "prototipo X" (pag. 149) utilizzato da Altrove per distruggere la base aliena ha tutta l'aria di essere una bomba atomica, anche se non ci è dato di sapere come Altrove se la sia procurata. In ogni caso Mark Twain era affascinato dalle proprietà del radio e dai suoi devastanti poteri: in un suo poco noto racconto, Sold to Satan (1904), dopo aver perso tutto il suo denaro in borsa, lo scrittore, stavolta anche in veste di protagonista, decide di vendere la propria anima al diavolo e scopre che il corpo del Signore delle Tenebre è formato da quell'elemento. Per un istante medita di rapirlo e venderlo ("a tre milioni e mezzo di dollari a libbra"), ma il diavolo gli spiega che se il radio fosse liberato all'improvviso, l'esplosione distruggerebbe l'intero universo; questo non succede perché Satana indossa una sottile tuta protettiva in polonio purissimo. In cambio dell'anima, Satana rivela a Mark Twain l'ubicazione del cimitero delle lucciole, le quali si illuminano proprio grazie a una piccola quantità di radio; ma, per poter raccogliere i preziosissimi resti accumulatisi in milioni di anni, lo scrittore dovrà attendere che Madame Curie trovi il modo di purificare il polonio per la tuta. In questa curiosa vicenda Mark Twain racconta anche un'inedita versione dell'origine del "toscano": l'avrebbe inventato Cavour dopo aver inzuppato per sbaglio un sigaro normale con dell'inchiostro.

RANOCCHIO SALTATORE.
Il famoso ranocchio saltatore della contea di Calaveras (1865) è il racconto che ha reso famoso Mark Twain e ha dato titolo alla prima antologia dedicata alla sue opere (The Celebrated Jumping Frog of Calaveras County and Other Sketches, 1867). Oltre a quella "segreta" scoperta da Altrove (pag. 40) e a quella originale del 1865 (pag. 23), la novella ebbe un'altra versione, The frog jumping of the County of Calaveras. Chi conosce l'inglese avrà notato il titolo sgrammaticato: infatti "Il Ranocchio" era stato pubblicato in francese nel 1872, e Mark Twain si era divertito a ritradurlo in inglese in modo assolutamente letterale; le varie versioni del testo ("In Inglese, poi in Francese, poi riportato faticosamente in una lingua civile grazie a un lavoro paziente e non remunerato") furono raccolte nel 1875. Ad Angels Camp, nella Contea di Calaveras (California), si tiene ogni maggio una gara di ranocchi saltatori; il racconto ha ispirato un lavoro teatrale musicato da Lukas Foss (1950).

TOM BLANKENSHIP. Amico d'infanzia di Mark Twain citato a pag. 84, fu il modello per Huckleberry Finn, protagonista dell'omonimo romanzo del 1884 in cui compaiono anche i due truffatori chiamati "Duca" e "Delfino" (pag.105). Molti personaggi e avvenimenti dei romanzi di Mark Twain si ispirano alla realtà; noi ci siamo divertiti a immaginare che anche la famosa scena del funerale di Tom Sawyer (le stesse persone che ne dicevano peste e corna tessono le lodi di Tom, creduto morto) fosse stata tratta da un fatto accadutogli personalmente (a pag. 80).

ROMANZO MEDIOEVALE. La storia senza finale riassunta a pag. 152 fu pubblicata nel 1870; due anni dopo Mark Twain, che si vergognava del suo espediente, ne rilevò le matrici da stampa e le distrusse. Ma il testo è sopravvissuto ugualmente: lo potete trovare su Internet all'indirizzo http://net4tv.com/net4tv/bookworm/twain/works.htm.
I "navigatori" hanno la possibilità di inviare un finale diverso da quello previsto (anzi, non previsto) dal suo autore.

TREMILA ANNI TRA I MICROBI. Opera del 1905 praticamente sconosciuta (compare in rarissime raccolte, tra cui The Science Fiction of Mark Twain) che racconta la complicata vita sociale dei microbi; Mark Twain la firmò come semplice "traduttore dall'originale microbico" (pag.166).