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ANIMALI SI NASCE! (E NOI, MODESTAMENTE…)
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Di certo, Topolino non abbandonerebbe mai il suo amato Pluto. E neppure
Phantom, l'Uomo Mascherato, potrebbe separarsi dai suoi fidi compagni,
il cavallo Eroe e Diavolo, il cane… per non parlare del nostro Tex, che
ha esordito in sella al focoso destriero Dinamite e, come il già ricordato
Phantom, si è accompagnato nelle sue prime imprese al cane lupo Satan.
Tanto Dinamite che Satan, scomparsi da tempo dalle avventure di Aquila
della Notte, non sono stati lasciati ai bordi di una pista in un giorno
d'estate, ma (ne siamo più che certi) corrono e giocano insieme nella
terra degli eroi, dopo aver condiviso con Tex mille esperienze. L'elenco
degli amici non umani delle creature di carta potrebbe ancora continuare
per un pezzo: Milou e Idefix, compagni inseparabili di Tin-Tin e dell'esplosiva
accoppiata Asterix-Obelix; Toni e Cagliostro, feline presenze nella vita
di Julia Kendall e Gea; persino l'apparentemente glaciale Sherlock Holmes
ha qualche volta indugiato in considerazioni affettuose all'indirizzo
del segugio Toby. Il fatto è che il mondo dei fumetti e della letteratura
ha per gli animali un rispetto e un amore molto maggiori di quanto non
avvenga nella vita reale. Le cifre parlano da sole; quest'anno, in Italia,
gli abbandoni estivi di animali hanno toccato la cifra record di 130.000
casi. Si badi: il dato è riferito al solo periodo compreso tra giugno
e agosto. Vuol dire che per tre mesi molti nostri connazionali (dei quali
ci vergogniamo profondamente) hanno lasciato sul bordo di una strada,
ogni giorno, 1450 bestiole, tra cani e gatti, più un numero imprecisato
di conigli, criceti, furetti e compagnia varia, nella certezza della più
totale impunità. A questa indegnità consumata ogni anno nell'indifferenza
dei più e dovuta all'idea che gli animali siano in fondo soltanto merce
cui applicare l'ormai universale principio dell'usa e getta, la legge
italiana non oppone nessun deterrente degno di considerazione. Come non
oppone nessuno strumento di tutela giuridica ai maltrattamenti, alle sevizie
gratuite e alle condizioni terribili in cui sono tenuti gli animali detti
"da reddito" o destinati a quella pratica, non priva d'ombre, che è la
sperimentazione, a scopo industriale o scientifico che sia. Per fortuna,
c'è chi non se ne sta con le mani in mano. Per introdurre nella legislazione
italiana significativi strumenti di tutela, in linea con quanto accade
negli altri paesi europei, la Lega Antivivisezione (LAV) invita tutti
quanti hanno a cuore i diritti degli animali a firmare una petizione,
sabato 19 e domenica 20 ottobre, nelle oltre duecentocinquanta piazze
italiane in cui si svolgerà l'iniziativa. Per sapere quali piazze ospiteranno
i banchetti della LAV, si può telefonare al numero 06.4461325, inviare
una e-mail all'indirizzo: lav@infolav.org oppure consultare il sito internet:
www.infolav.org. Ma cosa chiede, in buona sostanza, la Lega Antivisezione?
Molto semplice: chiede che la legge italiana smetta di considerare gli
animali alla stregua di oggetti inanimati e li assuma per quello che sono,
vale a dire esseri senzienti il cui diritto a una vita dignitosa e priva
di sofferenze merita di essere sostenuto da adeguati strumenti legislativi.
Oggi, torturare un animale non comporta nessuna conseguenza, specialmente
se a farlo è il legittimo proprietario. Unica eccezione, la possibilità
di offendere la sensibilità di un eventuale testimone, che quindi potrebbe
avviare un'azione penale, destinata comunque a rimanere senza esito. Proprio
così, avete letto bene. Non è l'animale a essere tutelato ma il comune
(e tutt'altro che scontato) sentimento di pietà suscitato dalle sue sofferenze;
inoltre, come dicevamo, la legge vede gli animali come semplici oggetti
di proprietà, perciò, in caso di deterioramento o di causata inservibilità
ai danni di un animale (l'articolo 638 si esprime proprio in questi termini),
il reato viene inquadrato come danneggiamento di proprietà, quindi perseguibile
solo se compiuto da soggetti diversi dal padrone dell'animale "deteriorato
o reso inservibile". |
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