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Negli ultimi anni, Hollywood sembra avere puntato definitivamente
i suoi riflettori sul mondo dei comics, diventato un serbatoio
pressoché inesauribile di idee e di storie da trasformare in kolossal
cinematografici. Il successo internazionale de "L'Uomo Ragno", dei
due "X-Men", di "Hulk" (in Italia, dal 29 agosto), dei due "Asterix",
di "Daredevil" e di "From Hell" sembra avere ulteriormente stimolato
l'interesse dei produttori che, nella prossima stagione, sforneranno
nuovi, probabili block-busters come "I Fantastici Quattro", "La lega
degli straordinari gentleman", "Blueberry", "Michelle Vailant", e via dicendo.
A fare il punto sui rapporti fra il mondo del cinema e quello delle nuvole
parlanti è un'enciclopedia in tre volumi intitolata "Comicswood", e redatta
da Andrea Materia e Giuseppe Pollicelli per la Bottero Edizioni (piazza Della
Rovere, 00122 Lido di Ostia, Roma, tel. 339-5381793,
e-mail: alessandrobottero@yahoo.it).
I due autori esplorano in maniera critica tutte le pellicole - costose e a basso budget,
a cartoni animati e in 3D, per il grande e per piccolo schermo, autorizzate e persino
pirata - tratte o anche solo vagamente ispirate a serie a fumetti: "Batman", "Superman",
"Diabolik", "Flash Gordon", "Dick Tracy", "Tex", "Lucky Luke", "Zagor", "Phantom",
"Il Comandante Mark", "Modesty Blaise", "Sturmtruppen"…
Anche se talvolta abbiamo assistito a produzioni mediocri, poco credibili o addirittura
raffazzonate, comunque incapaci di riproporre sia il ritmo narrativo che il favoloso
immaginario delle strips originali, gli sviluppi tecnologici dell'industria hollywoodiana
e la raggiunta maturità del fumetto hanno permesso, come ben sottolineano Materia e
Pollicelli, lo sviluppo di un vero e proprio genere narrativo. "Il cinema", spiega
Luca Raffaelli nell'introduzione al primo dei tre volumi sinora uscito, "ha reso oggettivo
quello che il fumetto lasciava soggettivo. I tempi, i movimenti, i suoni sono, per il lettore,
una sua creazione, che gestisce completando al meglio le 'informazioni' del fumetto. Il cinema
rende tutto ciò ufficiale, oggettivo, reale. Una volta era difficile, usciti delusi dalla sala,
ritornare alla lettura annullando lo scempio cinematografico, rimuovendolo totalmente…
Ora la generazione di Materia e Pollicelli è ben più fortunata. Con l'aiuto degli effetti
al computer e di registi che riescono ad amare i personaggi che presentano (o comunque a
interpretarli secondo il loro stile, vedi il 'Batman' di Burton), il rapporto tra il cinema
e fumetto è diventato davvero, finalmente, un matrimonio perfetto".
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