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ATLANTE MAGICO |
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Dodicesima tappa: Il Potala |
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La volta scorsa, vi ho parlato di un luogo magico facilmente accessibile. Perciò, stavolta, posso permettermi di presentarvi il luogo più magico e inaccessibile di tutti. Sorge a Lhasa, capitale del Tibet, ed è l'antico e misterioso palazzo del Dalai Lama, il Potala! "I suoi tetti d'oro splendono nel sole come lingue di fuoco. Il Potala non è un palazzo su una collina, ma |
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una collina che è anche un palazzo. Un simile edificio dominerebbe Londra; Lhasa ne è praticamente eclissata.". Così telegrafo Edmund Candler al "Daily Mail" nel suo celebre dispaccio del 1° agosto 1904. Grazie ai fucili dei soldati Gurkha, la spedizione britannica di Francis Younghusband era finalmente penetrata nella capitale proibita. Gli inglesi furono delusi da Lhasa, dalle sue case miserabili e dalle sue vie fangose. Ma il Potala, il sacro palazzo dalle mille stanze, superò ogni loro aspettativa. Oggi Lhasa non è più inaccessibile come un tempo. Ma è ancora una piccola avventura arrivarci in autobus dal Nepal, sulla pista sconnessa costruita dai cinesi e chiamata pomposamente "autostrada". Le catapecchie tibetane di un tempo sono state sostituite da brutte |
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case popolari cinesi. Ma il Potala, la
"Montagna di Budda", è tuttora una delle meraviglie architettoniche del
mondo. Il primo edificio fu eretto sul colle Marpori ("Montagna Rossa"), nel
Settimo secolo dopo Cristo, ma i lavori per il Potala vero e proprio
iniziarono nel Seicento: il Dalai Lama di allora, Lobsang Gyatso, impegnò
nella costruzione decine di migliaia di uomini. Nel giro di trent'anni, fu
completato l'edificio più esterno, il Palazzo Bianco. Alla fine del secolo,
dopo la morte di Lobsang Gyatso, fu terminato il Palazzo Rosso, con i suoi
santuari, le cappelle, le sale di meditazione, e le tombe di tutti i Dalai
Lama. L'ultimo dei tredici piani del Potala, alto centodiciassette metri,
ospita gli appartamenti privati del Dalai Lama, nell'identico stato in cui
li lasciò nel 1959, quando fuggì in seguito all'invasione cinese. Dagli
spalti presso i tetti dorati i monaci, con le lunghe trombe ricurve,
chiamavano i tibetani alla preghiera. Nei sotterranei del sacro palazzo,
sono ancora visibili le camere di tortura riservate ai nemici del Tibet.
Nessuno ha mai trovato, invece, le mitiche gallerie sotterranee che
collegano il Potala al regno di Shamballah, che la leggenda vuole nascosto
tra i monti dell'Himalaya. Ma il palazzo dei Dalai Lama possiede un fascino
magico e misterioso in ogni sua pietra, in ognuna delle sue stanze, nel
labirinto di bui corridoi, anneriti per secoli dal fumo delle lanterne "a
burro". Ancora oggi, i turisti devono accontentarsi della maleodorante
illuminazione tradizionale, con le lampade che bruciano burro di yak. Vi
consiglio di non abbandonare il percorso obbligato per addentrarvi nel
labirinto del Potala. Non soltanto per la multa in yuan che dovreste pagare,
ma perché rischiereste di perdervi per sempre nel misterioso palazzo sacro
dei Dalai Lama. |
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In alto: il Potala in due foto e in un
disegno di Michele Pepe.
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