ATLANTE MAGICO
Nona tappa: Cerveteri
 
 

                                              

 

Cari viaggiatori "magici", qualcuno di voi si è lamentato che, per la maggior parte, i luoghi da me presentati in questa rubrica si trovano in capo al mondo. Anche se, per gli avventurosi, ciò dovrebbe costituire motivo d'attrazione, capisco come, per ragioni pratiche di portafoglio e di tempo libero, recarsi   di   persona   a   Palenque   o   Angkor   possa

 

risultare complicato.  Perciò, di tanto in tanto, vi presenterò luoghi non meno magici, anche se molto più vicini a noi, come Cerveteri. Ci si arriva da Roma in un'oretta. Ma la sua magia aumenta se, invece di invischiarvi nel traffico della frequentata autostrada costiera, ci arrivate come faccio io, quando sono da quelle parti: per le colline intorno al Lago di Bracciano, in un paesaggio antico e ancora incontaminato di campagna italica (l'inconfondibile, affascinante agro romano). Magari, potreste persino fare una deviazione più a Nord, per il borgo medievale di Canale Monterano e alle falde dei suggestivi Monti della Tolfa.

 

Alla necropoli etrusca di Cerveteri si giunge tra filari di cipressi, costeggiando una strada di duemila anni fa. È una vera città dei morti, caratteristica della cultura etrusca: le cosiddette tombe a camera sono costruite a imitazione delle vere case civili, che formano l'antica città di Cerveteri. L'antica città dei vivi, molto meno ben conservata di quella dei morti, è ancora sepolta, né gli archeologi si aspettano di trovare granché. Come sapete, è alle sepolture che gli Etruschi affidavano i loro tesori: vasi di ceramica, affreschi, sculture, bassorilievi, preziosi oggetti d'oro, avorio, argento e bronzo, alcuni provenienti dalla Grecia, con cui l'Etruria aveva, tra il Settimo e il Quarto secolo avanti Cristo, fiorenti rapporti commerciali. Le necropoli imitano le città dei vivi, anche nella struttura, diciamo così, urbanistica: si può passeggiare per le vie, indugiare nelle piazzette; alcune tombe, quelle cosiddette a dado, hanno persino la facciata di una vera dimora etrusca. Le tombe più belle si trovano nella necropoli della Banditaccia: la Tomba dei Rilievi presenta, sopra e sotto i loculi che ospitavano le spoglie della nobile famiglia Matuna, bassorilievi in stucco colorato con scene e oggetti della vita quotidiana di una famiglia etrusca; la Tomba dei Capitelli, oltre alle colonne che le danno il nome, ci offre la riproduzione in tufo del soffitto ligneo, a cassettone, di una vera casa; e poi le Tombe dei Leoni dipinti, dell'Alcova, delle Cinque Sedie, il Tumulo degli Scudi. Ogni tomba è una scoperta nuova, sempre meravigliosa per gusto artistico ed effetti architettonici. Gli oggetti che gli Etruschi seppellivano con i loro morti si possono ammirare nel Museo di Cerveteri, situato nella rocca medioevale, e nel Museo Nazionale di Villa Giulia, a Roma.

Sergio Bonelli


 

 

 

 

In alto, a sinistra: l'interno di una tomba etrusca nell'interpretazione di Roberrto Diso (Mister No n. 132) e, in basso a sinistra, dal vero. In alto, a destra:  il celebre Sarcofago degli Sposi. Sotto: la Tomba dei Capitelli in un disegno di Michele Pepe. La caricatura di Sergio Bonelli è opera di Fabio Celoni.