ATLANTE MAGICO
Ventesima tappa: Carnac
 
 

                                              

 

Vi affascina la preistoria, il remotissimo passato, i monumenti megalitici? Siete appassionati della misteriosa Stonehenge, a cui ho già dedicato un di questa rubrica? Allora dovete assolutamente scoprire un altro luogo magico irto di dolmen, tumuli e menhir. Non c'è sulla Terra niente di paragonabile all'immenso tempio preistorico a cielo aperto di Carnac.

 

È il più grande raggruppamento di megaliti del mondo. Le pietre erette (o menhir) di Carnac, in Bretagna, sono a migliaia, divise in vari "allineamenti": quelli di Kerlescan comprendono quattrocentoquarantuno menhir, allineati su tredici file, più trentuno a formare il semicerchio terminale (come l'abside di una cattedrale preistorica a cielo aperto). Continuando, in auto o a piedi, sulla statale D. 196, detta "strada degli allineamenti", incontriamo poi il gruppo dei menhir di Kermario: si estendono per più di un chilometro e comprendono millesette menhir allineati in dieci file, chiusi, alla fine, dalle venti pietre che formano un piccolo dolmen (i dolmen, lo ripeto per chi non fosse esperto di monumenti megalitici, sono come dei giganteschi altari di pietra, formati da tante pietre erette e da una sovrapposta a mo' di tavola). Infine, dopo un'interruzione di qualche centinaio di metri, ecco apparire gli allineamenti più importanti, quelli di

 

Menec: millecentosessantaquattro menhir disposti in undici file e due semicerchi all'inizio e alla fine; la larghezza del monumento è di circa duecento metri, la lunghezza di milleducecento. Queste sono le cifre di per sé impressionanti. Ma l'esperienza di vedere dal vero tutti questi menhir e di camminarci in mezzo (nei punti i cui è permesso) è tale da togliere il fiato. Ci si pongono i soliti interrogativi: perché è stato eretto questo gigantesco monumento? Per motivi religiosi, magici, astronomici? Secondo alcuni studiosi, gli allineamenti di Carnac erano legati a un culto solare e avevano un significato agricolo: pare che ciascun raggruppamento abbia un suo orientamento verso il sole nei giorni 8 novembre, 4 febbraio, 6 maggio e 8 agosto, date che dividerebbero l'anno nei principali periodi del lavoro agricolo. Ma forse darsi delle risposte non ha poi molta importanza. Il viaggiatore "magico" deve abbandonarsi all'atmosfera delle antichissime pietre perfettamente allineate, passeggiare nei viali formati dai menhir, sfiorarli con le dita, scoprire le diverse forme e i segni misteriosi tracciati a volte sulla loro superficie. Molti sono piccoli, non più di cinquanta centimetri, ma ce ne sono alcuni alti cinque o sei metri. Un altro monumento di Carnac che il viaggiatore assetato di mistero non deve lasciarsi sfuggire è il cosiddetto tumulo di Saint Michel, una collina artificiale costruita in era neolitica per ospitarvi delle tombe. La si può visitare lungo una galleria sotterranea aperta all'epoca dei primi scavi archeologici, nell'Ottocento, lunga ben centotrenta metri e alta di media un metro e sessanta: chi soffre di claustrofobia è avvisato! Nei dintorni di Carnac, moderna cittadina balneare, si possono trovare molti altri monumenti preistorici isolati (e, per questo, ancor più suggestivi) nella campagna o sulla costa bretone: il dolmen di Manè-Kerioned, con i suoi graffiti geometrici; il Gigante di Manio, un menhir alto quasi sette metri; il tumulo di Kercado, con il suo dolmen sotterraneo; il dolmen di Crucuno, appoggiato al muro di una fattoria. Andando a caccia di dolmen e menhir, si possono scoprire molti luoghi magici e incantevoli. Vi consiglio di farvi aiutare dal libro di Gwenc'hian, Le Scouezec, "Le Guide de la Bretagne", edito da Beltan-Breize, utile manuale della Bretagna magica e misteriosa.

Sergio Bonelli

 

 
  

  

  

  Qui sopra: quattro foto del sito megalitico di Carnac, la copertina del n. 265 di Martin Mystère ambientato in questo posto della Bretagna e una vignetta di Luigi Coppola rappresentante l'ombra dei magici menhir. La caricatura di Sergio Bonelli è opera di Fabio Celoni.