|
ATLANTE MAGICO |
|
|
Tredicesima tappa: Tiahuanaco |
|
|
|||
![]() |
Cari viaggiatori "magici", stavolta ci rechiamo in uno dei luoghi più misteriosi del misterioso Sud America, sull'altopiano boliviano sferzato dal vento dove sorge Tiahuanaco. Secondo la leggenda, fu una folgore scagliata dagli déi a fendere in due il suo poderoso architrave. Quando l'alba sfiora l'altopiano, i primi raggi |
![]() |
|
|
illuminano la Puerta del Sol e i suoi enigmatici bassorilievi: la figura centrale rappresenta Viracocha, il Dio Sole, circondato dai simboli dei mesi e dei giorni, visto sotto l'aspetto di uomini-puma e uomini-condor. Il gigantesco portale, secondo l'interpretazione del professor Arthur Posnansky, sarebbe un calendario astronomico di pietra, e tutta Tiahuanaco, l'antichissima città in rovina di cui costituisce il più famoso monumento, sarebbe un unico, immenso tempio dedicato al Sole. Di Tiahuanaco, in realtà, non sappiamo nulla di preciso. Anche la datazione è incerta, oscillando tra i 15.000 anni avanti Cristo (la data proposta da Posnansky) al 1000 dopo Cristo addirittura, secondo altri archeologi che vedono in Tiahuanaco elementi derivati da altre culture andine. |
|||
|
Accanto alla teoria della città-santuario,
centro mistico di una dimenticata e remotissima civiltà, c'è quella di
Tiahuanaco come porto commerciale, come testimonierebbero costruzioni simili
a enormi moli. Un porto sulla cima delle Ande, a quasi quattromila metri
d'altezza? Proprio così: pare che, migliaia di anni fa, al posto del
desolato "páramo" (la steppa andina), ci fosse un vasto lago interno. Di
quelle antiche acque oggidì rimane soltanto il lago Titicaca, situato a ben
venti chilometri da Tiahuanaco. Qualunque sia il segreto delle rovine, il
loro mistero non fa che accrescerne la magia, per il visitatore che si
aggira presso la piramide di Akapana, sale sulla piattaforma rituale di
Kalasasaya, costruita con ciclopici blocchi di arenaria rossa lunghi
centotrenta metri e larghi centoventi, o si addentra nel tempio
semisotterraneo, dalle cui pareti guardano mute teste di pietra. Nello scavo
di Puma Punku, sono state scoperte pietre megalitiche del peso di
quattrocentoquarantamila chilogrammi, tali da far pensare a una razza di
giganti o, per i fautori della fanta-archeologia, ad architetti giunti dalle
stelle. |
|||
|
|
|||
|
|
|||
|
In alto: la Puerta del Sol di Tiahuanaco.
Qui sopra: due rappresentazioni di Viracocha, il Dio Sole. |
|||
| |